Storie in Digitale

Fabula e Intreccio – Cosa sono?

Non pubblico da molti giorni, potrei dire di essere stato impegnato, malato o fuori sede; in realtà nessuna di queste affermazione sarebbe del tutto vera. Non pubblico da diversi giorni poiché storie in digitale non segue un calendario editoriale preciso. Pubblico ogni qualvolta ne sento il bisogno ed ho qualche informazione utile da fornirti. In questi giorni vedrai molte pubblicazioni. Quello di oggi è il primo di una lunga serie di post dedicati alla struttura del racconto. Non so come tu sia capitato sul mio blog, qui si parla di storie e di come la tecnologia ha cambiato il modo di raccontarle. Ma se davvero hai in mente di raccontare qualcosa devi conoscere la struttura del racconto, le sue parti e loro funzioni. Cominciamo subito parlando di Fabula e Intreccio.

 

Fabula. Cos’è?

Una narrazione, può esporre il susseguirsi degli avvenimenti che costituiscono la storia secondo l’ordine cronologico con cui essi si susseguono: si ha così quella che viene detta fabula. La fabula presuppone che i fatti si susseguano nel tempo in modo ordinato, secondo una successione di carattere temporale e causale insieme: prima accade il fatto A, dal quale per conseguenza si origina il fatto B, dal quale a sua volta scaturisce il fatto C e così via.

Immagina di essere in ritardo. I tuoi amici ti aspettano da più di mezz’ora ed il tuo cellulare è scarico. Arrivi all’appuntamento e sono tutti infuriati o preoccupati. Dovendo raccontare gli avvenimenti che non ti hanno permesso di essere puntuale, probabilmente sceglierai di raccontare la tua mezzora dall’inizio alla fine.

Questo tipo di svolgimento, è tipico delle narrazioni più semplici come ad esempio le favole.

 

Prima di continuare a parlare dell’intreccio, vorrei chiederti un piccolo favore. Condividi quest’articolo su facebook. Puoi farlo attraverso i pulsanti. Questo piccolo gesto che a te non costa niente, significa molto per me e per il mio lavoro. 

 

Intreccio

Ma il narratore non sempre presenta gli eventi secondo il loro ordine cronologico: spesso, per rendere il racconto più vivace e interessante affida al lettore la ricostruzione logica e cronologica della vicenda, sconvolgendo la fabula. L’ordine attraverso cui il narratore espone gli eventi prende il nome d’intreccio. Fabula e intreccio coincidono solo se i fatti sono narrati in ordine logico e cronologico.

 

Di fatto non si sta parlando di due situazioni distinte. Fabula e intreccio sono entrambi presenti all’interno di qualsiasi racconto. Un intreccio complesso può sempre essere scomposto e ricomposto in ordine logico-cronologico in modo da ricostruire la fabula.

Un esempio con Memento

In questi giorni, preparando l’articolo mi è tornato in mente il film “Memento”. Se non sai di cosa sto parlando, lascia che te lo spieghi brevemente. Il film racconta la storia di un uomo che perde la memoria ogni 15 minuti. La particolarità del film è il montaggio. Fabula e intreccio sono completamente sconnesse. Non perderò molto tempo a spiegarti la struttura del montaggio perché voglio soffermarmi su di un’altra questione. Alla fine del film potrebbero rimanere diversi dubbi, poiché la ricostruzione logica-cronologica degli avvenimenti non è semplice. Per ovviare a questo problema, c’è chi ha pensato bene di smontare il film e ricomporlo in ordine. Naturalmente Memento ha perso tutto il suo fascino, ma fabula e intreccio hanno finalmente assunto la stessa struttura, consentendo a chi aveva già visto il film di comprendere meglio la storia.

L’intreccio rende il racconto più avvincente poiché costringe il lettore a dover ricostruire nella propria mente la fabula.

Spero che quest’articolo ti sia piaciuto. Si tratta del primo di una lunga serie di post dedicati alla struttura del racconto. Insieme vedremo le sequenze, i personaggi e i loro archetipi, discorso diretto e indiretto e tantissime altre cose interessanti. Se ti piace l’idea ti prego di condividere quest’articolo sui social.

2 Cose da fare (assolutamente) prima di Scrivere

Ogni qualvolta devo scrivere un nuovo articolo, entro un po’ nel pallone. Tutto quello che devo dire, è già lì nella mia testa. Mi sembra chiarissimo. Quando decido di trascriverlo su carta o su schermo, magicamente non appare più così chiaro. Le parole si bloccano. Ciò che era chiaro ora è confuso o forse lo è sempre stato. Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che il processo di scrittura non comincia dalla prima lettera.

Si scrive due volte. La prima fase di scrittura comincia nella nostra testa e oggi parliamo di questo. Per l’occasione ho selezionato due operazioni che procedono la fase di scrittura vera e propria. Questo e altri consigli simili, puoi trovali nel “Mestiere di Scrivere” di Luisa Carrada. Una di quelle persone che è stata capace di trasformare la scrittura in un lavoro. Se vuoi trasformare la passione per le parole in un lavoro concreto, non puoi assolutamente astenerti dalla lettura di questo libro.

Restringi il campo

Esistono parole abusate. Parole che hanno perso la forza di un tempo perché usate a sproposito. Divenute scontate, forse addirittura pompose. Le usiamo spesso perché ci donano sicurezza. Ci danno l’impressione di non poter sbagliare. Per questo motivo scriviamo: Azienda dinamica, performance, network di professionisti, innovativo…

Non esiste un elenco esauriente. Ogni settore ha le sue paroline abusate. L’unica soluzione è restringere il campo ottenendo una lista di parole da evitare. La lista crescere. Col tempo si aggiungono nuove parole e tu diventi più bravo a riconoscerle. I nostri testi migliorano in originalità e sembrano meno scontati. Tieni una lista aggiornata per ogni settore e consultala in fase di revisione.

Non esiste una tecnica segreta che ti permetterà di riconoscere queste parole. L’unica soluzione è leggere e sperimentare. Scrivi e rileggi ciò che hai scritto, leggi i testi di altri prodotti simili e comparali con i tuoi. Fai esperienza e scrivi ogni giorno. Il tempo ti aiuterà a riconoscere quelle parole che hanno perso il lustro di un tempo. Abbandonale, o almeno usale con moderazione. Trova nuove parole e sostituiscile. Non si tratta di una costrizione ma al più, di un gioco divertente. Un gioco che è in grado di migliorare il tuo modo di scrivere.

Raccogli tutto il materiale

Sembra scontato ma non lo è. Spesso ci gettiamo a capofitto nella scrittura. Raccogliamo materiale in maniera veloce e frettolosa. Iniziamo a scrivere con un’idea approssimata e spesso ci accorgiamo che non funziona. Può essere un esperimento interessante, ma è un esperimento rischioso.

Prima di cominciare a scrivere qualsiasi cosa – un romanzo, un articolo per il blog, un racconto, una tesina o un saggio – raccogli e ordina tutto il materiale necessario. Crea una mappa concettuale e usa evernote o un programma simile, per catalogare gli articoli, i pdf, i video o i podcast che ti interessano. Attraverso la tua mappa concettuale avrai un’idea chiara dei collegamenti. Prima ancora di inizia a scrivere avrai già costruito un percorso. Questo è uno dei consigli più utili per evitare il blocco da pagina bianca. Una volta che hai definito il percorso, puoi decidere di cominciare dalla conclusione o semplicemente da un paragrafo. Raccogliere il materiale sintetizzandolo in una mappa concettuale, ti aiuterà a trovare nuovi collegamenti. Inaspettatamente troverai nuova linfa per il tuo articolo e lo spunto per ulteriori approfondimenti.

Spero che l’articolo di oggi ti sia piaciuto. In questa settimana cercherò di aumentare la frequenza di pubblicazione sul blog. Non si tratta di un’operazione di marketing, questo è uno spazio personale e da quando è stato aperto ha seguito questa logica: ho qualcosa da dire? Pubblico. In queste settimane ho accumulato tanto materiale e allora ho deciso di scriverci un po’ di più. Spero di non annoiarti e buon Lunedì.

PS: Ti ricordo di acquistare il libro di Luisa.

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